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Installare Windows 11 su un sistema che non supporta TPM 2.0

Con l’uscita di Windows 11, Microsoft ha introdotto requisiti hardware più stringenti rispetto al passato. Tra questi, il più discusso è senza dubbio il TPM 2.0 (Trusted Platform Module), un chip dedicato alla sicurezza che molti PC, soprattutto quelli meno recenti, non possiedono.

Ma cosa succede se il tuo computer funziona ancora perfettamente ma non supporta TPM 2.0? È davvero impossibile installare Windows 11? La risposta è: no, non è impossibile, anche se non è ufficialmente supportato. Il tema è diventato più attuale con la fine del supporto di Windows 10, terminato il 14 ottobre 2025: chi ha un PC escluso dai requisiti deve scegliere tra sostituire l’hardware, restare su un sistema senza aggiornamenti di sicurezza o aggirare i controlli.

Cos’è il TPM 2.0 e perché Windows 11 lo richiede

Il TPM 2.0 è un modulo di sicurezza che serve a:

  • Proteggere le chiavi di crittografia, conservandole in un componente separato dal disco
  • Verificare l’integrità dell’avvio (Measured Boot), registrando cosa viene caricato prima del sistema operativo
  • Rendere più sicure funzioni come BitLocker e Windows Hello

Microsoft ha reso il TPM 2.0 obbligatorio per Windows 11 per aumentare il livello di sicurezza generale del sistema operativo. Tuttavia, questa scelta ha escluso molti PC ancora perfettamente utilizzabili.

Verificare se il PC ha davvero bisogno del bypass

Prima di aggirare i controlli conviene capire cosa manca. In molti PC prodotti dal 2016 in poi il TPM 2.0 è presente ma disattivato nel firmware, in quel caso basta attivarlo e l’installazione procede in modo regolare e supportato. Per controllare lo stato del TPM da un Windows già installato, apriamo PowerShell come amministratore ed eseguiamo

Get-Tpm

Se TpmPresent è False, il sistema non vede alcun TPM. Per conoscere la versione di un TPM presente usiamo invece

Get-CimInstance -Namespace "root\cimv2\Security\MicrosoftTpm" -ClassName Win32_Tpm | Select-Object SpecVersion

# Output atteso
SpecVersion
-----------
2.0, 0, 1.59

I tre valori indicano, nell’ordine, la versione della specifica TPM, il livello e la revisione. Quello che conta è il primo, 2.0 soddisfa il requisito.

Per verificare il Secure Boot il comando è

Confirm-SecureBootUEFI

Il risultato True indica che è attivo. Un errore che segnala che il cmdlet non è supportato significa che il sistema è avviato in modalità BIOS legacy e non UEFI.

È sicuro installare Windows 11 senza TPM 2.0?

Dal punto di vista tecnico, Windows 11 funziona anche senza TPM 2.0. I principali aspetti da considerare sono:

  • Vantaggi
    • Continui a usare hardware ancora valido
    • Accesso alle nuove funzionalità di Windows 11
    • Sistema ancora aggiornato, a differenza di Windows 10
  • Svantaggi
    • Microsoft non garantisce aggiornamenti futuri
    • Sicurezza inferiore, le chiavi di crittografia non sono protette da hardware dedicato
    • Installazione non ufficialmente supportata

Quindi, per concludere, puoi utilizzare questa procedura per ambienti domestici o di test, ma la sconsiglio su un ambiente di produzione.

Metodo 1: chiave LabConfig nel registro durante l’installazione

È il metodo più semplice per un’installazione pulita, perché non richiede strumenti esterni: basta la ISO ufficiale di Windows 11. Avviamo l’installazione di Windows 11 con la ISO ufficiale e quando arriviamo alla schermata che ci avvisa che i requisiti di installazione non sono soddisfatti

Installazione Windows 11 errore TPM 2.0

oppure all’inizio del processo di installazione

Installazione Windows 11

premiamo Shift + F10 per aprire un prompt dei comandi. Digitiamo ora regedit per aprire il registro di sistema ed andiamo su

HKEY_LOCAL_MACHINE\SYSTEM\Setup

Se non presente, creiamo una nuova chiave chiamata

LabConfig

Dentro LabConfig, creare i seguenti valori DWORD (32-bit)

BypassTPMCheck = 1
BypassSecureBootCheck = 1
BypassRAMCheck = 1

Ogni valore disattiva un controllo specifico, quindi possiamo creare solo quelli che servono. Oltre ai tre più comuni ne esistono altri due

ValoreControllo disattivato
BypassTPMCheckPresenza del TPM 2.0
BypassSecureBootCheckSecure Boot attivo
BypassRAMCheckAlmeno 4 GB di RAM
BypassCPUCheckProcessore nell’elenco delle CPU supportate
BypassStorageCheckAlmeno 64 GB di spazio su disco

Possiamo ora chiudere il registro di sistema ed il prompt dei comandi. Se eravamo già arrivati alla schermata di errore, torniamo indietro di un passaggio e ripetiamo l’ultima scelta: il controllo viene eseguito di nuovo e questa volta l’installazione di Windows 11 prosegue.

Metodo 2: creare la chiavetta di installazione con Rufus

Se dobbiamo installare Windows 11 su più PC non supportati, è più comodo preparare una chiavetta USB che salti i controlli da sola. Rufus è un programma gratuito e open source che lo fa in automatico. La procedura è questa:

  • Scarichiamo la ISO ufficiale di Windows 11 dal sito Microsoft
  • Avviamo Rufus, selezioniamo la chiavetta USB e la ISO, poi premiamo Avvia
  • Nella finestra di personalizzazione dell’installazione di Windows spuntiamo l’opzione che rimuove i requisiti di 4 GB di RAM, Secure Boot e TPM 2.0
  • Confermiamo e attendiamo la scrittura della chiavetta

Rufus aggiunge alla chiavetta un file di risposte automatiche che crea gli stessi valori LabConfig visti nel metodo 1, quindi il risultato è identico ma senza interventi manuali.

Metodo 3: aggiornare da Windows 10 mantenendo dati e programmi

La chiave LabConfig funziona quando si avvia il PC dalla chiavetta di installazione. Se invece vogliamo aggiornare un Windows 10 esistente lanciando setup.exe dalla ISO, conservando file e applicazioni, il controllo dei requisiti segue un percorso diverso.

Per questo scenario esiste un valore di registro che Microsoft stessa aveva documentato, pensato per i PC con TPM 1.2 o con una CPU non in elenco. Da un prompt dei comandi avviato come amministratore

reg add HKLM\SYSTEM\Setup\MoSetup /v AllowUpgradesWithUnsupportedTPMOrCPU /t REG_DWORD /d 1 /f

Una precisazione importante: questo valore richiede comunque la presenza di un TPM almeno in versione 1.2: su un PC del tutto privo di TPM non è sufficiente.

Sui PC senza alcun TPM, la strada più affidabile per aggiornare senza reinstallare resta la chiavetta preparata con Rufus. Avviando setup.exe dalla chiavetta all’interno di Windows 10, i controlli vengono saltati anche in modalità aggiornamento.

In ogni caso, prima di un aggiornamento è indispensabile un backup completo dei dati. Se l’installazione invece è fatta da zero, può essere utile aver salvato prima il codice di licenza, ne parlo in Come recuperare e trasferire il Product Key di Windows.

Cosa succede dopo l’installazione

Una volta installato, Windows 11 su hardware non supportato si comporta quasi come un’installazione normale, con alcune differenze da conoscere.

Aggiornamenti mensili, Microsoft dichiara che i dispositivi non supportati non hanno diritto a ricevere aggiornamenti. Finora gli aggiornamenti cumulativi mensili sono comunque arrivati tramite Windows Update, ma è una situazione di fatto e non un impegno

Aggiornamenti di versione, il passaggio a una nuova versione annuale in genere non viene proposto automaticamente. Per aggiornare bisogna scaricare la nuova ISO e ripetere la procedura di aggiornamento con uno dei metodi descritti sopra

BitLocker, senza TPM la crittografia automatica del dispositivo non è disponibile. BitLocker si può comunque attivare nelle edizioni Pro, abilitando il criterio di gruppo che consente l’uso senza TPM compatibile: lo sblocco avviene allora con una password o una chiavetta USB a ogni avvio

Windows Hello funziona, ma le credenziali sono protette via software anziché dal chip, con un livello di sicurezza inferiore

Per il resto il sistema è completo: funzionano normalmente, ad esempio, sia l’attivazione della licenza sia funzionalità come WSL, il sottosistema Windows per Linux